www.rishilpi.org

RISHILPI DEVELOPMENT PROJECT ONLUS

 



Home page
Chi siamo
Rishilpi Italia
Rishilpi Bangladesh
Progetti
Contatti
Archivio
Album fotografico
 








 


Home Page :: Indietro

 

Il progetto acqua potabile

In Bangladesh l’acqua è una presenza diffusa, spesso eccessiva, a volte distruttiva. Chi direbbe che in un luogo simile possa mancare acqua potabile? Eppure…
In passato si beveva l’acqua piovana, raccolta negli stagni artificiali presenti in ogni villaggio.
L’inquinamento microbiologico era causa di diffuse e pericolose patologie ed è quindi parso un grande successo riuscire a sostituire questa fonte inquinata con acqua di pozzo, microbiologicamente pura. Le acque di pozzo nascondono però, in questo Paese, un invisibile pericolo: l’arsenico, ereditato dai sedimenti fluviali del sottosuolo.
L’arsenico, com’è noto, è un veleno, che se ripetutamente ingerito può provocare danni irreparabili a fegato, milza, reni; ma soprattutto patologie della pelle che spesso sfociano nel cancro della pelle.
Le concentrazioni di arsenico in vaste aree del Bangladesh sono molto alte: a volte oltre i 500 µg/L : se si pensa che il limite nei Paesi occidentali è stato fissato a 10 µg/L, e quello legale in Bangladesh è 50 µg/L… Si calcola che più di 30 milioni di persone siano esposte ad un rischio effettivo per la loro salute. Eppure la gente non può smettere di bere e cucinare!

Esempio di cancro della pelle causato da intossicazione cronica da arsenico.

Tipico pozzo superficiale con acqua contaminata da arsenico, e con elevate concentrazioni di ferro

A seconda dei diversi contesti si può cercare di utilizzare acqua non contaminata da arsenico, derivante da impianti di raccolta e conservazione dell’acqua piovana o da pozzi superficiali, oppure di depurare le acque contaminate con varie tecnologie o, meglio ancora, integrare questi diversi approcci.
Il problema dell’arsenico riguarda anche la zona della Rishilpi, che, in collaborazione con associazioni che si occupano del problema e tramite una convenzione con il Dipartimento di Valorizzazione e Protezione delle Risorse Agroforestali dell’Università di Torino, ha già collocato piccoli impianti di depurazione presso le scuole dei villaggi. Il funzionamento è soddisfacente solo in alcuni casi, in funzione delle caratteristiche chimiche dell’acqua trattata e della regolarità della manutenzione. Sono emerse come esigenze primarie:
- l’analisi delle acque da trattare prima dell’installazione dell’impianto,
- la pianificazione attenta e scrupolosa degli interventi di manutenzione, parallelamente alla formazione del personale addetto,
- il monitoraggio regolare del funzionamento degli impianti per intervenire tempestivamente quando si manifestano dei problemi.

Per rispondere a queste esigenze è stato attrezzato un piccolo laboratorio ed è stata istruita una ragazza che è ora in grado di effettuare alcune semplici quanto fondamentali analisi chimiche e microbiologiche di routine sulle acque, direttamente in campo o presso la Rishilpi.
Poter dire agli abitanti di un villaggio se e quanto la loro acqua sia inquinata non è però sufficiente. La cosa davvero importante è poter proporre loro una fonte di acqua sicura: a seconda dei casi si può optare per sistemi di raccolta dell’acqua piovana, filtri per la depurazione microbiologica delle acque superficiali, pozzi molto superficiali o al contrario molto profondi, che attingano a falde per il momento non inquinate, sistemi di co-precipitazione e decantazione del ferro e dell’arsenico presenti nell’acqua di pozzo…
Per questo è ora allo studio un progetto di intervento su più ampia scala, che prevede la messa in opera degli interventi giudicati più opportuni caso per caso, la formazione di personale in grado di fornire consulenza adeguata nei villaggi per la gestione e la manutenzione degli impianti, nonché interventi di microcredito affinché le famiglie, o gruppi di famiglie, possano dotarsi delle necessarie soluzioni.

Il laboratorio
L’esigenza di poter contare su analisi affidabili dell’acqua si è dimostrata di primaria importanza per affrontare il problema. Infatti, prima di intraprendere qualunque iniziativa bisogna conoscere il livello di contaminazione dell’acqua, e sapere non solo quanto arsenico è presente, ma conoscere la concentrazione anche di altri soluti, per esempio il ferro, perché questo dato condiziona fortemente la scelta del sistema di depurazione. I kit utilizzabili in campo che si possono comunemente reperire in Bangladesh permettono solo la determinazione dell’arsenico e producono un dato soltanto semi-quantitativo; inoltre non sono sempre affidabili. La distanza e lo scarso numero di laboratori affidabili ci hanno fatto optare per la messa a punto di un piccolo laboratorio di base, che possa fare da riferimento anche per altre organizzazioni operanti nella zona di Satkhira.
Inoltre, qualunque soluzione si adotti, è necessario il controllo periodico dell’acqua prodotta, per garantire la necessaria sicurezza all’utenza. Purtroppo, questi controlli non sempre sono previsti dagli altri operatori del settore, e questa è una delle cause per cui i risultati del programma di prevenzione messo in atto a livello nazionale sono inferiori alle attese.



kit per la determinazione in campo della concentrazione di arsenico nell’acqua
Rakiba, l’analista di laboratorio della Rishilpi, intenta a una conta microbica su piastre di coltura specifiche per il rilevamento di coliformi.
il sistema per la determinazione colorimetrica dell’arsenico in uso alla Rishilpi

 

 Continua...