23
dicembre 2009 .......
...Carissimi
amici,
Tempo Natalizio: il pensiero si fissa sempre più nel
mistero della nascita del Salvatore.
Qui non ho bisogno di presepio, perchè lo ritrovo, come ogni anno in me e fuori di me, in ogni capanna del
villaggio. Mi viene addosso un brivido e al pensiero del
Natale, ormai vicino sento che qui, tra questa gente, c’è un Gesù che deve ancora nascere E’
in seno alla
“Madre Maria”,
in
cerca di un posto dove partorire e ancora gli uomini non lo sanno accogliere.
Ma se c’è qualcuno che si chiama Gesù, è proprio questa umanità, non riesco a pensarlo altrove.
Non certamente nelle nostre case belle, calde e ricche,
non nei nostri presepi, nel loro sfolgorio di addobbi e di
luci.
Mi cala addosso una grande disperazione........ se l’uomo, il cristiano non sa vedere il Cristo in questa
umanità sofferente non lo saprà trovare nei “nostri” tabernacoli dorati.
Quante volte anch’io ho immaginato un Gesù bambino lindo, bello, pieno di
splendore.

Gesù lo penso ora come uno di questi bambini bengalesi, dentro la melma, imbrattati di fango, vestiti di
polvere. Infatti Egli nacque in una stalla. Nella totale semplicità, in mezzo alla sporcizia, per prendersi carico
di tutte le brutture del nostro mondo. Oggi in mezzo a tanti bambini intoccabili non posso pensare a un Gesù
bambino pulito, offenderei questi piccoli che non hanno
altro che questa dignità, quella di Gesù bambino, nato
in una stalla.
Così e’ per me il presepio del Bangladesh. Una freccia di direzione’ per l’umanità, che non si salva con
luci e candele davanti ai presepi, più o meno artistici,
ma davanti ed in mezzo al presepio di una umanità sofferente come quella del Bangladesh.

Chi le farà un po’ di spazio dove far nascere il Salvatore?
Buon Natale, Buon Anno da tutti noi della Rishilpi.
Con affetto e amicizia vi abbraccio,
Laura Melano